In molti mi hanno chiesto ragione della mia mancata partecipazione alle ultime elezioni amministrative. Vorrei dare una pubblica risposta visto che ormai, a spoglio effettuato, non posso essere accusato di nuocere ad alcuno. Assieme al movimento civico “Moviamoci” ho tentato di allargare e unire il campo delle forze politiche di opposizione quale unica via per giocare davvero la partita delle amministrative. A fronte di questa proposta la dirigenza del PDL, in particolare, ha perseverato in un atteggiamento autoreferenziale insistendo con il candidato di partito. Una candidatura debole, sostenuta dai livelli provinciali e regionali e che, viceversa, a livello locale ha originato perplessità e divisioni. Un’impostazione che si è rivelata inadeguata e rispondente più a logiche partitocratiche, a progressioni politiche e carriere personali che all’affermazione di un progetto vincente per la città. Tutto questo in un momento in cui il PDL nazionale non manca occasione per tradire le aspettative che lo avevano candidato ad incarnare il partito dei popolari europei in Italia. La percezione che il centro-destra volesse rinunciare a “giocare la partita” per puntare al “secondo posto” è stata per me inaccettabile. Ecco perché non ho accettato di ricandidarmi, ho rifiutato una strategia che non meritano soprattutto quegli elettori che continuano a riporre nel centrodestra la speranza per un reale cambio di rotta nel governo cittadino. Non condivido neanche le reazioni di “soddisfazione” del centrodestra a fronte di una cocente sconfitta: il PDL è crollato all’11% dei consensi; il candidato Sassolini ha ottenuto 4.800 voti rispetto ai 5.900 ottenuti nel 2006 da Lignani che già ci avevano relegato al “terzo posto”; abbiamo perso in tutti i seggi anche quelli storicamente a noi favorevoli; per la prima volta non si è andati nemmeno al turno di ballottaggio. A costo di essere solo, io mi dichiaro totalmente insoddisfatto e sconfitto per non essere riuscito in 5 anni di mandato amministrativo ad avanzare un progetto vincente per la città e di tutto questo sento di dover chiedere scusa agli elettori che avevano riposto in me fiducia. Al di là della polemica credo quindi che il centrodestra debba cogliere l’occasione per fare un sincero esame di coscienza, mettere in discussione la propria azione e capire le profonde ragioni di una sconfitta: chiediamoci quanto costa anche un solo “sconto” fatto alla cattiva gestione del centro-sinistra, quanto manchi nell’azione consiliare un vero gioco di squadra, quanto abbia pesato la mancata strutturazione di un organigramma di partito, quanto si sia poco investito in comunicazione ecc. Per quanto mi riguarda cercherò di continuare a dare il mio contributo al bene comune e alla costruzione di un progetto alternativo a questo potere sclerotizzato e guasto che nuoce da troppi anni alla città. Quindi da parte mia nessun omaggio a Bacchetta, che di questo sistema rappresenta il culmine, ma una previsione per coloro che hanno riposto in lui fiducia: avranno presto di che ricredersi.
Nicola Morini – consigliere comunale uscente